CantaCAI

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L’idea è nata analizzando il risultato di un censimento promosso qualche anno fa dal CAI, dal quale risultarono essere oltre sessanta i cori associati sparsi su tutto il territorio nazionale. Una realtà che non si può ignorare, anzi, pensiamo sia giusto promuovere e valorizzare. Si va da formazioni che hanno una lunga e prestigiosa storia alle spalle, in molti casi costituite e cresciute autonomamente ed entrate a far parte del CAI strada facendo, ad altre, magari più giovani, nate proprio all’interno delle sezioni per la passione condivisa riscontrata tra i soci; da cori di voci virili ad altre miste e persino di voci bianche. Un universo variegato ma con un unico filo conduttore: lo spirito ed il sentimento che da sempre legano il canto alla montagna, un’attrazione che ha ispirato e continua a stimolare numerosi musicisti, compositori ed armonizzatori. Un patrimonio che secondo noi va tutelato e valorizzato con la certezza che l’attività canora possa espandersi coinvolgendo anche le sezioni che attualmente non si avvalgono di un proprio coro.

La manifestazione vuole essere una vetrina per queste compagini che con la loro attività hanno modo di far conoscere e apprezzare il CAI raggiungendo tutti gli appassionati, anche quelli che la montagna, per svariati motivi, non la possono frequentare. Non è soltanto un concerto corale, ma dietro al simbolico gemellaggio che si compie sul palcoscenico tra i cori, c’è il coinvolgimento delle rispettive sezioni, l’occasione per un incontro e un confronto tra le presidenze che può dar vita ad interessanti collaborazioni allargate a tutte le altre attività e le discipline.

Quindi, non poteva che essere sposata e sostenuta con entusiasmo dal Centro Nazionale Coralità che sugli stessi principi fonda la propria filosofia e gli stessi obbiettivi, con convinzione e determinazione, intende perseguire. Obiettivi pienamente centrati a giudicare dall’esito delle prime edizioni tenutesi nella prestigiosa e centralissima sede dell’Auditorium del Palazzo della Gran Guardia di Verona.

Con soddisfazione e un pizzico d’orgoglio, possiamo oggi affermare che CantaCAI rappresenta un appuntamento di spicco nel panorama italiano per i cori associati, con la speranza che possa fare da traino ispirando altre iniziative parallele e complementari su tutto il territorio nazionale, favorendo la nascita di nuove formazioni da aggiungere alle 74 attualmente esistenti e favorire lo sviluppo e la crescita qualitativa globale, assicurando così la conservazione del nostro prezioso patrimonio musicale popolare e un futuro roseo alla manifestazione stessa.

 

CantaCAI 2^ edizione
2015 – seconda edizione, ospite il Coro CAI Sondrio

Per Alberto…

Alberto Paoletto

Organizzare un evento musicale con ricorrenza annuale e dedicarlo ad un amico che ci ha lasciato, con la volontà di mantenerne vivo il ricordo, non rappresenta certo per un coro, un’idea nuova e originale.
Tuttavia, accade spesso che proprio le iniziative più semplici, se mosse da sentimenti spontanei e sinceri, incontrano consenso, partecipazione e, di conseguenza, disponibilità di collaborazione, ancor più se chi vogliamo onorare, ha avuto modo di farsi apprezzare per le sue indiscutibili capacità organizzative ed inesauribile creatività, ma soprattutto, per le sue doti umane.
Tanti sono i personaggi importanti che hanno fatto la storia del Coro Scaligero dell’Alpe. Su tutti, naturalmente, i due fondatori, Alberto Saccomani e Alberto Nicoletto; quest’ultimo tuttora presidente onorario dopo una vita dedicata al “suo” coro come tenore secondo, presentatore e per molti anni presidente. Non possiamo dimenticare il determinante contributo dei due storici direttori: dapprima il maestro Mario Biondani, artefice della rapida e significativa crescita qualitativa e poi, fino al 2012, il maestro Piero Zamboni, che ne ha condotto la maturazione e consolidato il prestigio.
Alberto Paoletto entra a far parte di questa èlite per le doti sopra citate ma, ciò che indubbiamente ha colpito più che mai il nostro animo, rimane il fatto che egli è venuto a mancare proprio mentre ricopriva con pienà autorità e con grande efficacia, il ruolo di presidente, lasciando un improvviso vuoto dentro e intorno a noi.
Sullo slancio emotivo suscitato da questo triste accadimento, nasce la dedica di una manifestazione che non vuole assolutamente essere una triste commemorazione, bensì un momento di festa, d’aggregazione e spensieratezza come i tanti che Alberto sapeva organizzare.