Un canto partito da Verona e arrivato in Portogallo 

Corrono gli ultimi giorni di dicembre 1994, quando il giovane ventenne Myguel, vivendo lo stato di inquietudine e di incertezza riguardo alla direzione da dare alla sua vita, decide di lasciare Cascais, ridente cittadina del Portogallo, per andare a Taizé, luogo di spiritualità ecumenica internazionale d’impronta giovanile (in Borgogna nelle vicinanze di Cluny), a cercare risposte. Invece di ritornare a casa, continua il suo peregrinare fino a giungere in autostop a Verona, ove vivono due amiche conosciute in precedenza a Taizé. 

Il giorno dell’Epifania 1995, in assenza di prospettive allettanti per la serata, Myguel si sente proporre da Luciano Raineri (padre delle 2 ragazze): “Perché non vieni con me ad ascoltare il Concerto dell’Epifania del mio Coro, il Coro Scaligero dell’Alpe?”. Dopo un attimo di perplessità, non ostante i gesti di dissuasione delle amiche, accetta l’invito e va alla chiesa della Sacra Famiglia, luogo del Concerto. 

Spesso si sente dire che le vicende umane non sono governate dal caso e che un momento di Provvidenza può cambiarti la vita: è proprio quello che avviene a Myguel, affascinato da questo modo di cantare, che non ha riscontri in Portogallo. Anzi è proprio il canto finale, la “Piccola canta di Natale” di Bepi de Marzi, a suscitare in lui una tale suggestione da avvertire un’illuminazione per la sua vita. Ed è bastato poi l’incanto di un magico tramonto sul Lago di Garda, nel pomeriggio successivo, a caricare di serena consapevolezza la decisione sulla scelta della sua vita futura. 

Tornato a Cascais, completa gli studi universitari e riprende con ancora maggiore determinazione la propria formazione musicale, scegliendo di dedicarsi professionalmente al canto corale, alla direzione di coro e all’educazione musicale. 

Da quella scelta nacque Vox Laci, realtà musicale e formativa aperta a persone di diverse età. E il nome, che è divenuto anche il “logo” della scuola omonima, tradotto dal latino, significa “la Voce del Lago” proprio a ricordo di quel Lago di Garda, che aveva posto un sigillo sulla sua vocazione. 

Negli anni Vox Laci cresce, dando vita a cori, attività formative e iniziative capaci di coinvolgere bambini, giovani e adulti. Nel 1999 nasce anche il Festival Reis (Festival dei Re Magi), una rassegna natalizia alla quale partecipano tutte le formazioni corali della scuola assieme a cori esterni di noto prestigio, tutti comunque tenuti a concludere insieme la serata con il canto d’obbligo “Piccola Canta di Natale”. 

Da allora, per venti edizioni, l’evento ha rispettato il calendario, con risultati sempre più soddisfacenti e gratificanti per l’impegno del suo direttore artistico, il quale tuttavia aveva il rammarico di non aver ancora realizzato il suo sogno segreto di far partecipare a questa manifestazione il Coro Scaligero dell’Alpe. Vari tentativi di contatto telefonico sono sempre andati a vuoto fino all’aprile del 2019, quando, cogliendo l’opportunità di partecipare, con un suo ottetto di voci miste (4+4), a uno “Stage musicale internazionale” in Verona, Myguel riesce finalmente ad incontrare il Coro dell’Alpe e ottenere, con la sua travolgente personalità, la partecipazione al 21° Festival Reis 2019. 

Il Coro Scaligero dell’Alpe in Portogallo 

L’invito a cantare fuori dal guscio suscita sempre interesse e, in questo caso, anche un certo entusiasmo. Qualche preoccupazione in più la manifesta il maestro Matteo quando realizza che, questa volta, per arrivare al concerto non basta salire sul solito pullman: bisogna prendere l’aereo. Alla domanda «Ma allora andiamo?» la sua prima risposta è un prudente: «Forse». 

Il tempo, però, è sempre galantuomo e lavora a favore del necessario “battesimo del volo”. 

La sera del 4 gennaio 2019 il Coro esce finalmente dall’aeroporto di Lisbona. Ad attenderlo ci sono i calorosi abbracci di Myguel, la cui emozione è tale da essere paragonata a quella di un bambino davanti ai doni la mattina di Natale. Comincia da quel momento quel suo “rosario di ringraziamenti” che accompagnerà i coristi durante tutto il soggiorno. 

Il giorno successivo è già tempo di cantare, con un primo concerto nella chiesa parrocchiale di Cascais, davanti a un pubblico via via sempre più numeroso e caloroso. 

Ma è soprattutto la domenica 6 gennaio a dare pieno significato a quel lungo viaggio. 

La mattina, nella sede di Vox Laci, italiani e portoghesi partecipano insieme a un workshop di pratica corale: gli amici portoghesi imparano due canti italiani, mentre lo Scaligero si cimenta con un canto portoghese. È la preparazione al grande concerto della sera, quello tanto atteso da Myguel. 

La chiesa del Seminario Da Torre d’Aguilha registra il tutto esaurito. La prima parte della serata è affidata alle diverse formazioni di Vox Laci: bambini, giovani e adulti si alternano nel canto e nella musica, mostrando concretamente ciò che, negli anni, era nato e cresciuto attorno all’intuizione di quel giovane portoghese. 

Poi arriva il momento tanto atteso. Myguel prende il microfono e annuncia l’ingresso del Coro Scaligero dell’Alpe. I coristi sono disposti lungo le navate laterali, i solisti sulla cantoria sopra l’atrio della chiesa e il maestro Matteo in mezzo alla navata. 

Cominciano a risuonare le prime note della Piccola canta di Natale, proprio quel canto che ventiquattro anni prima, in una chiesa di Verona, aveva profondamente colpito un ragazzo portoghese seduto tra il pubblico, contribuendo a indicargli la strada che avrebbe poi percorso. 

Questa volta, però, siamo a Cascais. E attorno a Myguel ci sono i cori, i bambini, i giovani e gli adulti di quella realtà musicale che nel frattempo lui stesso ha costruito. 

L’atmosfera si fa via via emozionante e gli applausi che accompagnano l’esibizione dello Scaligero raggiungono un calore e un’intensità difficili da dimenticare. 

Prima della conclusione della serata arriva un altro momento destinato a dare ulteriore significato alla storia. Il presidente del CSdA consegna a Myguel lo spartito originale della Piccola canta di Natale, con la firma autografa e una dedica del suo autore, Bepi De Marzi. 

Il finale vede tutti i cantori della serata – piccoli e adulti, italiani e portoghesi – riuniti per eseguire insieme i brani preparati nel workshop del mattino. 

In quel momento sono passati ventiquattro anni da quel 6 gennaio 1995. Allora Myguel era un giovane seduto tra il pubblico, arrivato quasi per caso a un concerto del Coro Scaligero dell’Alpe. Nel gennaio 2019 è lui ad accogliere quello stesso Coro in Portogallo, circondato da tutto ciò che, nel frattempo, la musica e il canto hanno contribuito a far nascere. 

Se questa fosse una fiaba natalizia, verrebbe quasi spontaneo cercare una frase con cui concluderla, ma questa non è una fiaba, è semplicemente una storia vera, che ci ricorda come a volte basti un canto per lasciare un segno capace di durare nel tempo e arrivare molto lontano.