Alberto Nicoletto: fondatore, presidente e amico a tutto tondo


Se si volesse solamente mettere in luce quanto amore per la montagna dimorasse nel cuore di Alberto e quanta emozione gli suscitasse il bel canto che riveste di armonia l’atmosfera dell’ambiente montanaro, forse basterebbe questa prima strofa della poesia dedicata al Monte Baldo, a sua volta tradotta in musica per il Coro da Maurizio Righes.
Sì perché era un anche un poeta e sapeva interpretare la realtà con una sensibilità tutta sua; cosa che non teneva solo per sé, ma sapeva trasmetterlo nelle sue conversazioni. Specialmente quando svolgeva il delicato e prezioso compito di presentazione dei canti nei vari concerti, nella veste di “fine dicitore”, capace di coniugare, con particolare sensibilità, ogni singola canzone con fatti, eventi e situazioni di vita vissuta. Finezza e garbo che manifestava anche nei modi e nel vestire sobrio ed elegante.
Lui che (il più giovane dei quattro “moschettieri” fondatori del Coro Scaligero dell’Alpe) ha esercitato con responsabilità il ruolo di “padre premuroso e solerte” lungo tutto il percorso della sua Presidenza, ha sempre dimostrato, anche nei momenti più accesi, rispetto per le posizioni dei componenti del coro (allora si discutevano i problemi del coro in forma assembleare) e soprattutto del Maestro Piero, al quale non risparmiava certo moti di contrasto, ma sempre con equilibrio e rispetto, riconoscendone comunque l’autorità e la competenza nell’ambito della conduzione musicale.
Certamente gli stava a cuore la preparazione musicale del coro, per la quale desiderava attendere sempre un progressivo miglioramento. Tant’è vero che, una volta ritiratosi in “panchina”, ha più volte espresso il suo entusiastico gradimento per i risultati conseguiti dal coro sotto la direzione del maestro Matteo.
Ma particolarmente significativa e arricchente è stata la sua iniziativa di promuovere per il coro attività collaterali volte ad aiutare specialmente i componenti più giovani, a fare esperienza diretta del mirabile connubio fra la montagna e i suoi canti. Ecco perché, fin dai primi anni, Alberto ha organizzato gli “accantonamenti”, prima estivi e poi anche invernali, in montagna, a cominciare da Solda, passando da Corvara e finire a Fiè allo Sciliar. Iniziativa che ha avuto poi sviluppi collaterali, di breve durata di un giorno o due, comunque mirati sempre a promuovere l’aggregazione fra i coristi e le famiglie. Infatti ai coristi si sono unite via via mogli, amiche, fidanzate, figli, amici degli amici e altri, formando una rete di relazioni abbastanza estesa e viva. Si diceva che il Coro si era pian piano trasformato in una Compagnia Corale ben affiatata.
E che dire poi dei rapporti con gli altri cori, con enti, istituzioni, personalità e uomini politici, che come Presidente ha sempre condotto con distinzione ed eleganza, stabilendo relazioni volte al rispetto reciproco e all’apertura di nuove amicizie.
Altre risonanze potrebbero aggiungersi a questi pochi tratti da parte delle molte persone, che hanno avuto il privilegio di avvicinare e conoscere Alberto, ma le lasciamo fluire verso le nostre montagne perché raggiungano lo spirito di questo nostro amico e amato presidente.

Luciano Raineri